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| [ DS Recensione ] Line Rider FreeStyle |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Friday 24 July 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() RIDE THE WILD
Line Rider eredita il concept di Kirby Power Paintbrush (2005) convertendo l'azione in riflessione. Il titolo Nintendo (ancora oggi una delle migliori esperienze offerte da Nintendo DS) basava il proprio gameplay sull'improvvisazione artistica dell'utente, incaricato di disegnare sul touch screen il percorso dove far muovere un rotondissimo Kirby (per l'occasione tramutato in palla). Line Rider si serve della stessa idea, ma offre un impianto ludico più complesso e rigoroso, frutto della mutazione da action game frenetico (che era Kirby) a puzzle game ragionato (che è Line Rider). In sostanza, anche in Line Rider il giocatore ha il compito di condurre un soggetto (un bamboccio a bordo di una slitta) da un punto di partenza X a un punto di arrivo Y, tuttavia le linee vanno tracciate prima della discesa (libera) del soggetto, ma soprattutto vanno disegnate entro determinati riquadri: buona parte del percorso appare già a schermo e non è modificabile. Il giocatore ha il compito di riempire le parti mancanti della mappa per evitare al povero bamboccio di precipitare nel vuoto.
IT'S A HECTIC WORLD Ogni livello è una sorta di schermata da risolvere, fattore che configura Line Rider come esponente di un'enigmistica postmoderna che fonde meccaniche ludiche vecchio stampo alle prerogative dell'handheld di nuova concezione, votato all'interattività tattile incondizionata. Nelle porzioni di schermo interagibili è permessa una estrema libertà creativa, motivo per cui Line Rider è tanto appassionante quanto inizialmente poco addomesticabile. Il giocatore può disegnare liberamente le linee, oppure può servirsi di tratti preconfezionati ma deformabili a piacimento (soluzione che inizialmente si fa preferire). Dopo questa importante decisione è necessario scegliere il colore della linea, cui corrisponde una determinata proprietà: il blu per le linee standard, il rosso per le linee di accelerazione, il giallo per le linee di rallentamento. Gli altri strumenti a disposizione sono una gomma, personalizzabile in modo che cancelli solamente i tratti del colore prescelto, e un attrezzo che permette di tagliare e incollare le proprie creazione su altre parti dello scenario.
Per completare un livello non è sufficiente fare in modo che lo slittino raggiunga il traguardo, ma è ugualmente indispensabile raccogliere determinati gettoni disseminati lungo la pista innevata. A questi si affiancano altre monete il cui reperimento è invece opzionale e utile prevalentemente a sbloccare bonus vari. Le cose da sapere non sono poi molte, eppure Line Rider non riesce a mascherare una difficoltà iniziale che potrebbe scoraggiare quella parte di utenza viziata dai troppi casual games a prova di bimbo che invadono il mercato. E' infatti richiesta una precisione quasi assoluta nella realizzazione delle linee, considerato che la minima irregolarità potrebbe far ribaltare lo slittino e proiettare in orbita il malcapitato bamboccio. Le difficoltà principali nascono dalla necessità di garantire alla slitta la giusta velocità lungo tutto il percorso, occorre dunque non eccedere con i tratti di accelerazione per evitare un rovinoso schianto, ma nemmeno esagerare con la prudenza e rischiare di causare l'arresto del bamboccio in mezzo alla pista: in entrambi i casi è game over. Dovremo quindi ingegnarci nella perfetta progettazione e realizzazione di salite, discese, convessità, concavità, rampe, ancorché ogni schermata preveda possibilità risolutive leggermente diverse. Dopo aver disegnato i segmenti richiesti, arriva il momento di lasciare che il nostro personaggio verifichi la praticabilità della pista: il bamboccio viene sguinzagliato sperando che raggiunga indenne il traguardo, in caso contrario occorre studiare l'errore che ha causato il fallimento per poi limare o rivedere completamente quanto disegnato.
Spesso si avanza per tentativi, ma la possibilità di alternare rapidamente la fase attiva del gioco (di creazione) a quella passiva (in cui si assiste alla discesa) scongiura il rischio di sgradevoli interruzioni. Il solido impianto ludico è sostenuto da un'interfaccia intuitiva e funzionale che permette una rapida e precisa selezione degli strumenti richiesti, agevolando la fruizione di un prodotto che necessita comunque di un certo periodo di apprendistato.
TWO THINGS AT ONCE Alla Modalità Storia si affianca un'opzione di gioco dedicata alla creazione di livelli da condividere con gli amici o con la comunità di Line Rider. Si tratta di un editor che mette a disposizione quanto serve per creare schermate della medesima complessità di quelle presenti nella Modalità Storia. Coloro i quali avessero la possibilità di connettersi alla Nintendo Wi-Fi Connection vedranno spalancarsi un nuovo mondo, in cui risolvere puzzle proposti da utenti di tutta Europa, oppure semplicemente ammirare alcuni livelli autoconclusivi che non richiedono interazione ma solo di contemplare la genialità con la quale sono stati realizzati. Grazie alla possibilità di condividere contenuti con altri utenti la longevità del prodotto aumenta drasticamente. Dopo aver concluso la Modalità Storia, impegnativa ma non troppo lunga, la sezione per la creazione, l'upload e il download dei livelli personalizzati andrà inevitabilmente a catalizzare l'attenzione del giocatore, trasformandosi pertanto nella modalità di gioco principale. Chi fosse interessato al titolo pubblicato da Deep Silver deve dunque tenere in considerazione l'ampio spazio dedicato alla condivisione dei contenuti generati dagli utenti. Per il resto Line Rider non rappresenta certo uno spettacolo audiovisivo indimenticabile, nonostante il gradevole stile cartoon e i simpatici filmati di intermezzo.
Autore: Marco Trabattoni
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