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Mario & Yoshi's friends Magazine
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| [ Editoriale ] L'ignoranza dei presunti hardcore gamers |
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| Scritto da Carlo | |
| Thursday 10 June 2010 | |
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L'IGNORANZA DEI PRESUNTI HARDCORE GAMERS
C'è poco da dire: più si sale in alto, più i maligni proveranno a cacciarti in basso. Con ogni mezzo. Nintendo ed il suo Wii sono stati accusati di tutti i mali del mondo. Facendo leva sull'intenzione, rivelatasi vincente, da parte della Casa di Kyoto, di aprire il mondo dei videogiochi ai neofiti, gli avversari hanno speso migliaia e migliaia di caratteri accusando lo scatolotto bianco di aver distrutto un hobby elitario. Come se giochi più facili, meno crudeli, meno divertenti, più scialbi, fossero attribuibili al Wii. Abbiamo grandi saghe che hanno optato per una brusca sterzata che abbracciasse anche il giocatore della domenica. Di colpo le barre energetiche sono divenute 'autorigeneranti', all'improvviso i nemici hanno perso la loro abilità e i boss di fine livello l'inconfondibile crudeltà. Sono lontani i tempi in cui sembrava che il gioco barasse, pur di vincere. Ma chi, come il sottoscritto, ha passato le due decadi, se li ricorda bene. Un pomeriggio, a volte, bastava appena per battere un unico mostrone particolarmente tosto. Per avere la meglio bisognava imparare a memoria non solo le mosse a disposizione del protagonista, ma addirittura gli attacchi infernali del bestio. Oggi capita l'inverso: non fai tempo ad imparare a padroneggiare bene i controlli, che già, sullo schermo, appaiono i titoli di coda. Perché? Perché le software house hanno voluto fare cassa, e i soldi si ottengono solo in un modo: ampliando il target dell'utenza a cui ci si vuole riferire. La colpa di tutto questo, per i signori della stampa, per i videogiocatori che non perdono tempo a riempirsi la bocca con parole senza senso come 'hardcore gamers', 'difficoltà', '300 ore di gioco qua, 400 là', andrebbe imputata a Nintendo. Non ci avete capito nulla. Invece. Nintendo ha continuato a fare ciò che faceva prima. Bei giochi. Capolavori di gameplay beneficiati da una realizzazione tecnica impeccabile. A questi ha aggiunto Wii Fit, Wii Music e Wii Play, indirizzati sì ad un pubblico di neofiti, ma solo e soltanto a loro. Non sono saghe storiche che, di colpo, per dare ragione a scopi prettamente imprenditoriali, hanno voltato le spalle a giocatori di una vita reinventandosi più casual, più accessibili, più morbidi ed edulcorati. No. Sono marchi nuovi, pensati ad hoc. E non sono solo giochi più facili. No. Sono titoli studiati per "educare" persone estranee al mondo videoludico ed introdurle ai piaceri di questo passatempo. Troppo facile appiattire la difficoltà di un gioco o introdurre barre della salute potenzialmente eterne. Prendetela con queste software house, che invece di cullarsi i propri fans, mirano al guadagno facile, sfruttando per di più parassitariamente piste già battute da case rivali. In un solo numero, il Mario & Yoshi's friends Magazine presenta le recensioni di Super Mario Galaxy 2 e di Sin and Punishment Successor of the Skies. Si tratta di due giochi tosti, difficili, e per certi versi un po' retrò. E Super Mario Galaxy 2, tra Guida Galattica, filmati esplicativi inseriti all'interno dei livelli, tutorial e DVD video fa di tutto per rendersi comprensibile anche ad un pubblico poco avvezzo di materia videoludica. Quando sarebbe stato più facile, per Nintendo, ampliare la barra della vita di Mario, o rendere le sfide proposte accessibili a nonni e bambini. Ma nessun giornalista se ne è accorto. Su questo tema non sono state scritte nemmeno due righe. Così come nessun giornalista s'è accorto che New Super Mario Bros. Wii aveva una difficoltà media paragonabile a quella di Super Mario World, miracolo Nintendo etichettato 1991. Si è invece continuato a dire che il Wii è una console per bambini, e che i giocatori veri, quelli con pizzetto, pelata ben evidente e qualche chilo di troppo sul girovita, devono invece puntare a PS3 e X-Box 360 per avere un divertimento su misura. Il ridicolo spot di Blur di Activision ne è l'ennesima dimostrazione. Di cosa? Che gli hardcore gamers, o coloro che si definiscono tali, molto spesso sono le persone più ignoranti che bazzicano l'ambiente videoludico.
Carlo Terzano.
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