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Mario & Yoshi's friends Magazine
Maggio '12, N° 158 Anno: XIII
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| [ DS Recensione ] Boing! Docomodake DS |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Thursday 06 November 2008 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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I PIù GRANDI VIDEOGIOCHI DELLA STORIA HANNO SEMPRE AVUTO A CHE FARE CON I FUNGHI…
Lo sviluppo di certi giochi passa, giustamente, in sordina.Tutti gli appassionati di videogame dovranno infatti ammettere di aver visto, almeno una volta nella loro vita, un gioco sullo scaffale di cui ne ignorassero l’esistenza. Certo, non si può vivere solo di saghe già affermate, ma succede a tutti di stupirsi quando si notano giochi usciti da chissà quale strana software house.Tutto questo per dirvi che se fino ad oggi non avete mai sentito parlare di Boing! Docomodake DS non è certamente colpa vostra!Partiamo dunque dal luogo di provenienza: AQ (Artistic Quality) Interactive.Software house giapponese, l’AQ ha sviluppato in passato molti titoli di spessore, quali per esempio Driver: Parallel Lines ( o per lo meno la versione JAP) e Bullet Witch.Di recente è passata a lavorare su console Nintendo, sviluppando titoli che probabilmente non vedremo mai qui da noi (uno su tutti: Hajime no Ippo: Revolution) o che fortunatamente hanno goduto di una conversione, come il recente Korg Ds-10, un simulatore di “consolle” musicale.Come avrete potuto intuire il team è profondamente radicato nella cultura Orientale, tanto che molti titoli non hanno varcato l’isola degli occhi a mandorla, e probabilmente proprio per questo è stata scelta per sviluppare un videogioco su Docomodake. Come… Non Sapete chi è?Anche questa volta siete perdonati! Il simpatico funghetto ritratto anche in copertina è difatti il testimonial di una compagnia telefonica Giapponese che, vogliosa di farsi pubblicità, si è lanciata nel magico mondo dell’intrattenimento digitale con, diciamolo subito, onesti risultati.Per fare una similitudine, è come se la Vodafone facesse uscire un gioco su Megan Gale (ti sei accorto che la nuova testimonial è la signora Totti da ormai svariati anni? ndrCarlo) !Avendo origini umili, non ci stupiamo che lo sviluppo del gioco sia passato in secondo piano, ma adesso che Docomodake è approdato anche qui in Italia, è ora di farci trovare pronti! Funghi allucinogeni Uno dei padri spirituali del titolo in questione è certamente Mario vs Donkey Kong 2 La Marcia dei Minimario, gemma dell’offerta ludica DS molto nota ai videogiocatori non solo per via dei protagonisti, ma anche per il suo gameplay bizzarro.Le sue principali peculiarità sono state tutte importate nel progetto di Igniton: il protagonista può difatti scomporsi in tanti differenti alter-ego, così da sfruttarne le caratteristiche a proprio vantaggio per poter uscire da un labirinto che si presenta in 2 dimensioni a scorrimento orizzontale, come vuole la tradizione.I propri pargoli non sono immortali, ovviamente, e infatti rischieranno la pelle di continuo; per quanto la loro sopravvivenza non sia un requisito necessario per il completamento del livello, più ne avremo a disposizione più sarà facile completare i puzzle richiesti, proprio perché spesso i funghetti saranno utilizzati per comporre scale e ponti.Il tutto viene gestito tramite l’accoppiata “croce direzione - touch screen”: con il primo muoveremo il nostro personaggio mentre con il secondo si compiono le varie operazioni come costruire scalette o lanciare i funghetti.Lo scopo del gioco è, neanche a dirlo, arrivare al termine del livello, dove verremo premiati con innumerevoli punti nel caso saremo stati particolarmente diligenti.La possibilità di separarsi e ricomporsi di continuo ha permesso una vasta quantità di puzzle che necessiteranno l’utilizzo della vostra materia grigia.
Si deve infatti sottolineare come anche se il gioco sembri destinato ad un pubblico più piccolo, in realtà il gameplay strizzi l’occhio ai più cresciuti.Complice anche un level design raffinato, notabile soprattutto quando, pennino alla mano, farete compiere strani percorsi al tenero fungo trasportandolo. A elementi da puro rompicapo saranno affiancate classiche manovre da platform, con salti nel vuoto e corse per evitare i nemici. UN SOTTOBOSCO ANIMATO! Un aspetto che ovviamente in un gioco del genere non poteva trovare spazio è il fattore trama, raccontata rapidamente a sprazzi, col povero papà Docomodake pronto ad affrontare mille pericoli pur di ritrovare i membri della famiglia in tempo per la grande festa del paese.La sua avventura si dipanerà lungo cinque mondi suddivisi in otto sezioni ognuno, di varia lunghezza e difficoltà; da segnalare come molti livelli dalla metà del gioco in poi saranno ostici per via di vari vicoli ciechi che costringeranno il giocatore a ricominciare daccapo.Il livello di difficoltà non si impenna mai a livelli inaccettabili e la sfida è alla portata di tutti.Ma ad un gameplay buono e meccaniche collaudate si affianca un comparto tecnico di discreta qualità, che ricorda a tutti come la produzione non sia certamente stellare e, con un budget maggiore, si sarebbe potuto arrivare a ottimi traguardi.Il versante visivo è onesto, con un’interfaccia pulita e chiara che ha il pregio di non confondere il giocatore alla ricerca di elementi utili per la risoluzione del livello, e il difetto di essere quasi fin troppo minimalista.In particolare i fondali sono eccessivamente smorti e poco colorati, mentre le animazioni dei personaggi sono buone.
Il comparto sonoro offre invece musiche simpatiche ma fin troppo ripetitive, mentre gli effetti FX non sono nulla di speciale e sono anch’essi monotoni.Infine c’è da segnalare come la varietà non sia sicuramente il piatto forte del gioco: le situazioni inizieranno ad assomigliarsi un po’ tutte, finendo per annoiare il giocatore che non avrà più voglia di sforzare la mente alla risoluzione degli enigmi. Sarebbero stati certamente graditi dei diversivi, come minigiochi o boss di fine livello giusto per variare la formula di base, che avrebbe potuto giovare anche di una componente multyplayer (segnaliamo comunque la modalità “download ds” per inviare una demo agli amici).Il titolo è pervaso da quel senso “vorrei ma non posso”, un continuo ammiccare senza mai decollare veramente, ancorato alle sue umili origini. Siamo sicuri che, con una maggior rifinitura, Docomodake avrebbe potuto arrivare a risultati ottimi ma purtroppo è assai improbabile che vedremo un sequel, condannando questo capitolo a rimanere idealmente incompleto, pronto a gridare vendetta. Autore: Niccolò Ballerino
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 06 November 2008 ) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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