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[ Wii Recensione ] Resident Evil Archives Resident Evil Zero PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Monday 01 February 2010
Resident Evil Archives Resident Evil Zero logo
 

CAPCOM FORNISCE IL BIS.

A "GRANDE" RICHIESTA?

 

 

Sistema: Nintendo Wii
Target: 16+
Genere: Survival Horror
Giocatori: 1
Wi-Fi Connection: No
Produttore: Capcom
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Halifax
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile


Forse questa volta sì. Forse questa volta l'ennesimo remake non risulterà troppo indigesto. Capcom ci ha abituato a vere e proprie cascate di riedizioni di riedizioni, per tutte le piattaforme, in tutte le epoche, in tutte le salse. Se dovessimo contare i cloni di Street Fighter e Resident Evil probabilmente impazziremmo.

Ma, come dicevamo, Resident Evil 0 è un remake meno remake degli altri. Che sa di novità. Il perché è presto detto: si tratta del capitolo "tradizionale" più giovane, quindi per forza di cose è stato quello riproposto il minor numero di volte (questa dovrebbe essere la seconda, se non erro), ma sarà anche quello che i videogiocatori conoscono meno, considerato che, essendo uscito sullo sfortunato GameCube, in pochi l'avranno acquistato.


GLI ALBORI DELL'ORRORE, DI NUOVO

Come fa intuire il nome, Resident Evil Archives – Resident Evil Zero si posiziona al capostipite della saga, nonostante sia il capitolo uscito per ultimo. Questa volta i due protagonisti sono Rebecca Chambers e Billy Cohen.

La prima è un agente scelto. Dovreste conoscerla bene, se siete soliti definirvi appassionati della serie. Ha soli 18 anni, ma è già nella S.T.A.R.S. In più è pure dottoressa, perché oltre a sparare se la cava molto bene anche con lo studio.

Arriva a Raccoon City prima dell'incidente all'alveare. Il suo elicottero (quello che in Resident Evil 1 ci verrà presentato come l'elicottero della squadra Beta) viene abbattuto nei boschi della zona e si ritrova l'unica sopravvissuta. Quando fa il suo primo incontro con uno zombie che sembra avere la meglio... incontra Billy Cohen, che per sua fortuna interviene appena in tempo.


L'introduzione di un personaggio assai losco all'epoca servì a svecchiare un poco la saga, che ancora una volta proponeva la solita coppia bellimbusto, ragazzina agile e veloce.
I filmati in computer grafica sono tra le poche cose a non essere minimamente invecchiate: sono realizzati così bene che non sentono affatto gli otto anni sulle spalle!


Billy non è il solito duro da discoteca, tutto parole e poco più, perché oltre alla canottiera, al tatuaggio in bella vista e ad una muscolatura degna di un westler ha pure un paio di manette rotte ai polsi. Sì: la nostra spalla è un criminale, un ex soldato sospettato di aver ucciso nientemenoche 23 persone durante una missione in terra africana.

Non è certo il compagnio ideale cui affidare la propria vita, ma dato che l'alternativa è rappresentata dal combattere da soli contro centinaia di non morti affamati, Rebecca decide di proseguire con lui. La solita donna cinica e calcolatrice...

Oltretutto il passato misterioso di Billy, che spinge il giocatore a non fidarsi completamente delle sue intenzioni, aggiunge un po' di pepe alla trama del gioco, svecchiandola e differenziandola quel che basta dai tre capitoli della trilogia classica.

Ma Resident Evil Archives – Resident Evil 0 in realtà non è nemmeno così saporito. Universalmente noto come il capitolo meno interessante, potrà piacere ai fans solo perché va a svelare interessanti retroscena della serie. Primo su tutti, permetterà finalmente di conoscere "dal vivo" James Marcus dell'Umbrella, di cui tanto avrete sentito parlare.


MOSTRI ARRUGGINITI...

Come dicevamo, non può certo competere con la trilogia classica circa atmosfera e pathos. Questo stacco lo si avvertiva già all'epoca del debutto su GameCube, figuriamoci oggi, abituati come siamo alle innovazioni di Resident Evil 4 e 5.

In primis le ambientazioni non funzionano più: se si toglie il treno, unica vera innovazione, ci si ritrova a girare sempre per le solite fogne, sempre per le solite tetre magioni.

In secundis chi conosce bene le meccaniche di gioco, non riuscirà più a farsi sorprendere dai tranelli degli sviluppatori: quella grande vetrata non può che nascondere un ingresso improvviso di chissà quale mostro, quella porta verrà spalancata da chissà quale orrenda creatura... Oltretutto un vistoso bug del gioco fa caricare il disco a pochi secondi dell'entrata in scena dei nemici che più di ogni altro dovrebbero sorprendervi, ma ciò crea rallentamenti di diversi nanosecondi che però hanno come fastidioso effetto quello di avvertirvi di aspettare il peggio.


Nonostante il boss sia enorme, questa locazione è così buia che per riuscire a vederlo dovrete per forza intervenire sulla luminosità del vostro televisore...
Sarebbe stata un'aggiunta gradita se Capcom avesse deciso di beneficiare questo remake di un'inedita modalità multigiocatore cooperativa. Invece vi dovrete portare appresso un compagno d'avventura dotato di una intelligenza artificiale assai scarsa!


Infine c'è sempre il classico, scomodo e frustrante sistema di controllo. Che in Resident Evil Archives – Resident Evil Zero viene mitigato dalla possibilità di usare il Telecomando Wii come puntatore (il ché rende gli headshots un vero scherzo, ma sembra quasi di barare), ma impiegare due ore e mezza per far girare su sé stesso il proprio personaggio -oltretutto dall'aspetto quantomai atletico-, pigiare a sinistra ma vederlo partire verso destra (perché inquadrato in prospettiva) finendo così nelle fauci di zombie increduli... bhé, sono esperienze che speravamo di aver "archiviato" con la fine del ventesimo secolo.

Unica ventata d'aria fresca riguarda il fatto che in Resident Evil Archives – Resident Evil 0 è possibile quasi sempre scegliere che personaggio impersonare, utilizzando in contemporanea ben due inventari (entrambi striminziti) per collezionare gli oggetti più importanti quali armi, munizioni e medikit. E questo ci collega all'altra novità che nel 2002 rivoluzionò la saga: se un oggetto non vi sta più nelle tasche, potrete sempre lasciarlo a terra per poi riprenderlo quando avrete fatto pulizia nella borsetta. Peccato però che al termine di alcuni livelli non sia più possibile tornare indietro...

Anche dal punto di vista grafico, Resident Evil Archives – Resident Evil Zero si presenta quantomai datato. E le foto traggono in inganno, visto che basandosi unicamente su di esse sembrerebbe invece un titolo in grado di rivaleggiare con gli ultimi ritrovati della tecnica.

In movimento, Resident Evil Archives – Resident Evil 0 si rivela per quello che è, un gioco che si ostinava ad usare sfondali prerenderizzati che, per quanto spettacolari e definiti, avevano ormai perso parte del loro fascino. E questo si nota soprattutto quando il personaggio si avvicina o si allontana dallo schermo, con fastidiosi ingrandimenti-rimpicciolimenti del modello poligonale in leggero ritardo che per qualche centesimo di secondo lo rendono fuori scala rispetto allo scenario.


A cura di: Carlo Terzano

trama
grafica
sonoro
giocabilita
longevita
 


+Il capostipite ora su Wii
+Prezzo budget
+Buono il sonoro
  -Sistema di controllo assurdo
-Caricamenti fastidiosi
-Meccanica ormai datata
-Gioco invecchiato male
 
       
In definitiva, Resident Evil Archives – Resident Evil Zero è si un buon gioco, ma non per tutti. Consigliabile solo a chi è cresciuto con la trilogia classica, perché sicuramente i più giovani, che hanno imparato a conoscere la serie con gli ultimi due episodi, non riusciranno a trovarvi niente di bello. Anche per colpa di un sistema di controllo che a detta di alcuni sarà anche "il bello della saga", ma che per i più resta comunque uno scoglio non da poco. Se lo avevate originale, non pensate nemmeno di acquistarlo visto che non è cambiato di una virgola. Anzi, giocarlo nel 2010 lo fa sembrare soltanto invecchiato male.



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