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Mario & Yoshi's friends Magazine
Maggio '12, N° 158 Anno: XIII
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| [ DS Recensione ] Scribblenauts |
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| Scritto da Carlo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Monday 26 October 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() CHI HA DETTO CHE I VIDEOGIOCHI UCCIDONO LA FANTASIA?
Un'accusa che viene mossa con facilità da chi malvede questo nostro hobby è che i videogiochi imbrigliano le menti dei giocatori con enigmi ed indovinelli facili e ripetitivi. I programmatori non si sforzano mai molto e nascondono la chiave sempre troppo vicino alla serratura. La soluzione, insomma, è una ed una soltanto e non permetterebbe al nostro cervello di esprimersi creativamente. E' un fatto meccanico, non un procedimento logico. Su questi temi sono stati scritti trattati, consumate pagine di forum e talvolta il problema è è arrivato persino nei salotti televisivi. Naturalmente la visione è frutto di ignoranza e pregiudizio e solitamente chi si trincera dietro simili affermazioni è un sociologo/psicologo/buonista/perbenista che non conosce affatto la materia. Però, non possiamo negarlo, queste critiche contengono anche un briciolo di verità. Non è infatti un mistero che i videogiocatori stessi, sempre più spesso, si lamentino non solo della facilità riscontrata, ma anche della linearità del gioco, che chiede dunque al cervello di attivarsi raramente e per poco tempo. Tutto il resto va guardato passivamente, come un film. E ancora più frequentemente capita che la soluzione di un enigma sia quella più difficile e mai quella più semplice, e trovarla da quasi l'impressione di accontentare il capriccio di un sadico programmatore che non aver usato con profitto le proprie celluline grigie. Quante volte vi sarete chiesti perché occorresse trovare la chiave di una porta quando avevate appena raccolto un buon numero di bombe con cui farla saltare? UN TAGLIO CON IL PASSATO Ebbene, Scribblenauts è un po' il materializzarsi di un sogno. E non scherzo, né esagero. Perché chiunque avrà desiderato un gioco che permettesse di giocare con regole proprie, di dare sfogo alla propria fantasia. Perché ogni enigma presenta più soluzioni. Le vie sono molteplici, magari finite, ma comunque diverse l'una dall'altra.
I distruttivi potrebbero, per ripescare l'esempio di prima, aprire le varie porte chiuse a chiave a suon di tritolo, mentre i più creativi potrebbero divertirsi ad incastrare tra loro un buon numero di oggetti apparentemente slegati ed arrivare comunque ad aprirla. Una porta chiusa può essere aperta in vari modi. Con una chiave, è vero, ma anche con un piede di porco. Oppure con una forcina per capelli. Con dell'esplosivo al plastico o con un'ariete. Questo è Scribblenauts: un susseguirsi di enigmi più o meno semplici. Come tanti altri giochi. La peculiarità, però, è che qua gli sviluppatori non hanno scriptato l'iter da seguire. No, non hanno nascosto la soluzione in giro per il livello, non ci saranno oggetti da scambiare o personaggi non giocanti con cui interagire per ottenere l'oggetto anelato. Niente di tutto questo. IL MONDO SECONDO ME Quello che serve dovrà essere introdotto nel mondo dalla vostra fantasia. Maxwell, il protagonista di Scribblenauts, ha infatti dalla sua un quaderno magico che gli permette di materializzare qualunque cosa scriva. Un vulcano? Et voilà che compare tra lava e lapilli! Un micio? Niente di più facile! Un autobus? Potrete persino usarlo come mezzo di trasporto! Un cimitero? Un calzino? Una collana? Un Triceratopo? Ci sono! C'è tutto! Tutti gli oggetti che pensate si materializzano, come per magia (all'inizio sembra davvero un incantesimo!) nel gioco, sottoforma di sprite colorati e traballanti, seguendo lo stile della grafica, fanciullesco e pastelloso. Le prime ore di gioco passano proprio così, cercando di scoprire "cosa non c'è", perché risulta impossibile credere che gli sviluppatori siano riusciti a disegnare tutti i sostantivi presenti in un dizionario. Naturalmente mancano le parolacce, mancano gli stati d'animo (tristezza, gioia...), mancano le parole protette da TM (non c'è Game Boy, ma scrivendo "videogioco" appare una console del tutto simile!) e mancano i termini poco opportuni, politicamente scorretti (a sorpresa manca "prostituta" ma c'è il "mafioso", con tanto di look da gangster anni '30 e Thompson sottobraccio, così come c'è lo "spacciatore"). Ci si diverte anche e soprattutto così, in Scribblenauts. I livelli, per essere completati con una buona votazione, richiedono l'uso di pochi oggetti ma buoni, ma il menu stesso del gioco permette invece di fare apparire ciò che si vuole. Perché parte del divertimento consiste proprio nello sperimentare. E sulla carta compare proprio tutto! Medusa? C'è, e se la farete comparire rimarrete di sasso! Dracula? C'è! E trasformerà in vampiro tutti gli altri PNG presenti sulla scena. E naturalmente potrete far comparire fucili, pistole, balestre, bazooka e mine che non vi libererete di lui, salvo che non scriviate "sole" o "crocefisso"... allora si tramuterà in polvere!
Insomma, non solo la libreria di Scribblenauts appare sterminata (mancano, chissà perché, le ciabatte e l'idrovore...), ma ciascun oggetto reagisce anche in maniera fedele. Si comporta, insomma, come si dovrebbe comportare. In più, i vari oggetti che materializzerete interagiranno tra loro: uno spacciatore ed un poliziotto inizieranno a litigare; un gatto e un cane ad inseguirsi; idem un cacciatore ed una gazzella. Questo permette di far comparire un oggetto e di liberarsene quando è diventato di troppo. Facciamo un esempio: vi ritrovate in un campo da calcio e la missione vi richiede di fare goal. Anzitutto fate comparire un pallone. Provate a lanciare ma il portiere lo para. Che fate? Il sottoscritto ha liberato la fantasia: prima ha fatto comparire un T-Rex che si è pappato il portiere, quindi ha materializzato un meteorite che ha estinto il sauro! Ma l'esplosione ha coinvolto anche il povero Maxwell! Allora ho aggiustato il tiro: pallone – T-Rex – rifugio atomico - meteorite! Ed ecco che è apparsa la Starite, ovvero la meta del livello, il premio per aver risolto l'enigma. Ed ecco, soprattutto, che la valutazione del gioco è stata insolitamente alta, premiando la fantasia. Come lo togliete di mezzo un uragano? Quale combinazione di oggetti userete per raggiungere una Starite in cima ad un grattacielo? Cosa darete per ristorare un naufrago? Che regalo potrebbe piacere a Babbo Natale (no: non vuole una "moglie")? UN CAPOLAVORO SENZA PRECEDENTI Il lavoro svolto da 5Th Cell Media è encomiabile. Il gameplay è di fatti virtualmente infinito. Illimitato. Ecco perché siamo disposti a passare sui difetti piuttosto grossolani che talvolta sbucano fuori durante un livello. Perché era impossibile prevedere tutti gli esiti. Talvolta un oggetto non risponde come dovrebbe, talvolta ha una reazione del tutto inverosimile, talvolta mostra una capacità poco credibile (un letto che viene usato come trampolino... mah) e difetta di quella principale (...e non per far riposare un PNG stanco...).
Talvolta gli oggetti creano insomma confusione e la situazione sfugge di mano. E se a questo si aggiunge il fatto che controllare Maxwell molto spesso sia tutto fuorché semplice (purtroppo è possibile pilotarlo solo tramite stylus e non per mezzo della croce, e così capita che si clicchi involontariamente su di un elemento sensibile del livello, procurando una reazione a catena che costringe spesso di riniziare), può succedere di terminare una partita imbestialiti. Ma il bello di Scribblenauts è che la formula alla base del gioco è tanto innovativa e divertente che, sbollita la rabbia, si riaccende la console, anche perché nel frattempo ci sarà venuto in mente chissà quale oggetto da materializzare! UN GIOCO PIU' UNICO CHE RARO Affianco ai 200 e oltre enigmi che compongono l'avventura principale, troviamo poi modalità di contorno riccamente definite. Tra queste spicca soprattutto la possibilità di modificare a proprio piacimento i livelli per inserirci enigmi personalizzati da scambiare poi su Internet tramite la Wi-Fi Connection. L'emporio, infine, permette di spendere gli Ollari guadagnati nella modalità principale per acquistare musiche ed avatar. Insomma, consente di personalizzare il gioco. In definitiva, Scribblenauts è davvero una perla. Un unicum. Un gioco da avere a tutti i costi. Qua e là traballa, ma siamo onesti: anzitutto è la prima volta che si sperimenta un simile gameplay, secondariamente era umanamente impossibile che gli sviluppatori riuscissero a far fronte a tutte le variabili in gioco quando si lascia la palla nelle mani del giocatore. E' comprensibile, allora, che non tutti gli eventi siano stati previsti e scriptati a dovere, che talvolta i meccanismi si inceppino e che il gioco non capisca cosa diavolo stiate tentando di fare con una torta, una catena, una villa e un po' di colla. Purtroppo a volte non capisce nemmeno le cose più semplici (un livello chiedeva di portare una mucca al macello: abbiamo materializzato un tir, una catena e abbiamo iniziato a trascinare l'ovino che, a sorpresa, si è rivelato più forte del nostro gigantesco mezzo!), ma è il prezzo da pagare se si vuole risolvere in modo originale, divertente, creativo e personalizzato tutte le duecento sfide proposte. Senza considerare, inoltre, che la rigiocabilità questa volta è davvero ai massimi, perché ogni livello potrebbe essere concluso nei modi più disparati. In una parola: compratelo! Autore: Carlo Terzano
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