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[ Wii Recensione ] Little King's Story Stampa E-mail
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Scritto da Carlo   
Wednesday 02 September 2009
Little King's Story Logo

PICCOLO PRINCIPE, STA A GUARDARE...

 

 

Sistema: Nintendo Wii
Target: 7+
Genere: Gestionale
Giocatori: 1
Wi-Fi Connection: No
Produttore: Rising Star
Sviluppatore: Cing
Distributore: Atari
Versione: PAL
Requisiti: /
Uscita: Disponibile


Non tutti hanno il carisma necessario per diventare un re. Lo sa bene il piccolo Corobo, che arriva alla corona senza essere l'ultimo rampollo di una nobile dinastia e senza avere alcun blasone alle spalle. Insomma, era scritto nel suo destino, tant'è che, all'inizio di questa fiaba narrata con maestria da Cing, il piccolo si ritrova coinvolto in una serie di eventi che lo porteranno al trono senza che neppure lo volesse.

Ed è così che ha inizio il titolo più interessante di questa stagione...


UN SODALIZIO "REGALE"...

Quella tra Nintendo e Cing è una unione che andrebbe festeggiata tutti i giorni stappando una bottiglia di spumante d'annata. Cing, infatti, svilupperà anche a rilento, ma i pochi titoli che riesce a partorire non sbagliano mai un colpo, e questo nonostante siano spesso molto diversi gli uni dagli altri.

Non aspettatevi, infatti, di trovarvi di fronte ad un Another Code in salsa fantasy, perché Little King's Story si posiziona proprio agli antipodi dell'avventura che ha coinvolto la tenera Ashley Mizuki Robins.

Dove Another Code era lento e riflessivo, Little King's Story è veloce e combattivo; dove Another Code vi invitava alla meditazione e alla riflessione, Little King's Story vi esorta a tirar fuori lo stratega che è in voi.

Questo perché siamo di fronte ad un titolo che fa dell'azione la sua carta principale, senza però scordare importanti e approfonditi canoni classici di generi più "pacati" quali possono essere gli RPG e gli strategici.


Lo stile grafico di Little King’s Story è davvero delizioso. Le scenette di intermezzo, poi, non smettono di evocare Yoshi’s Island!
Il re sovrintende con sguardo severo l’allenamento dei propri soldati.


Little King's Story è tutto questo e persino qualcosa in più. E allora è naturale tracciare un parallelo con Pikmin o con Overlord Dark Legend. Il titolo Cing, effettivamente, ha molto in comune con i due giochi appena citati: anche qua, infatti, il vostro obbiettivo principe sarà quello di dirigere la vostra armata verso regni inesplorati, combattendo chi vi si para di fronte. A differenza dei due titoli appena citati, però, Little King's Story è di gran lunga più complesso e profondo.

Basti pensare che, sia in Pikmin sia in Overlord Dark Legend, tutti i subordinati dovevano essere impiegati in battaglia. Qui no. Occorre fare attenzione alle categorie, perché mandare un manipolo mal assortito di contadini ad affrontare il dragone di turno può avere dei risvolti assai tragici.

Insomma, bisogna stare attenti ai mestieri e imparare ad usarli a proprio vantaggio.


COSA SAREBBE IL RE SENZA CONTADINI?

In Little King's Story c'è davvero tanto da fare, ma tutto dovrà essere affrontato con una buona dose di pazienza, perché le tappe non possono essere bruciate. All'inizio, ad esempio, il gioco fatica a carburare. Le prime missioni, anzi, sembrano persino donare al giocatore un'idea di gameplay molto differente rispetto a quelle che saranno, più in là, le meccaniche vere e proprie. Ma occorre aver pazienza, perché bisogna mettere a punto un proprio esercito forte e imbattibile, e per questo necessitiamo di fare esperienza in tante, tante battaglie.

Solo con la deposizione del primo dei sette re vostri nemici Little King's Story svelerà la sua vera natura. Solo allora capirete per cosa siete nati e quale sarà il vostro destino! Il mondo non sembrerà più così grande ed avrete voglia di estendere sugli altri reami i vostri possedimenti. Anche perché ogni regno non solo è localizzato in differenti zone geografiche, ma presenta anche culture e personaggi differenti. La curiosità sarà così alta che sarà difficile resistere alla tentazione di esplorarli tutti!

E allora ecco che partirete per chissà quale gloriosa impresa, abbracciando le meccaniche del gestionale classico. Quando sarete in viaggio, infatti, voi potrete controllare sia il sovrano, sia i sudditi. Con lo stick determinerete la direzione di marcia del re, che sarà ossequiosamente seguito dai suoi sudditi, mentre con il D-Pad del Telecomando Wii imposterete la formazione che i soldati dovranno tenere in battaglia.


"Quella tra Nintendo e Cing è una unione che andrebbe festeggiata tutti i giorni stappando una bottiglia di spumante d'annata."


Come in Pikmin, il re non combatte, quindi sarà sempre bene tenerlo lontano dai nemici. A differenza dei Pikmin, però, e nonostante quanto una grafica apparentemente fanciullesca potrebbe far pensare, Little King's Story è un titolo davvero complesso ed ostico. Quasi diabolico!

Solo i nemici più semplici possono esigere, a volte, un enorme tributo in vite umane, figuratevi quindi cosa possono rappresentare i mini boss e, soprattutto, quale ostacolo apparentemente insormontabile possono essere i boss veri e propri.

Questo perché, come abbiamo detto prima, Little King's Story è un titolo lento, che va sviluppato (e sviscerato) a poco a poco. Non fate l'errore di mettervi in marcia senza una adeguata preparazione, spinti dal desiderio di conquista o dalla mera curiosità di conoscere altre terre, perché sovente anche i nemici più deboli possono portarvi ad una rovinosa sconfitta!


UNA PICCOLA GEMMA

Ancora una volta Cing ha dimostrato di riuscire a tirar fuori una grafica deliziosa da un motore tecnico datato e apparentemente poco interessante. Sebbene infatti il comparto tecnico sia, qua e là, migliorabile, il risultato è così appagante agli occhi che proprio non ci sentiamo di muovere critiche a Cing in tal senso.

Un plauso, anzi, va fatto per la caratterizzazione dei personaggi: nonostante siano tutti un po' uguali (usando le visuali dall'alto molto spesso è anzi facile confonderli), contadini, taglialegna, arceri e soldatini sono tutti incredibilmente pupazzosi e teneroni. Belli, sorridenti, rotondetti, vestiti di tutto punto. Il vostro villaggio, insomma brulica di vita e molto presto vi affezionerete a quel soldato nasone dall'aria corrucciata che vi segue fin dal primo giorno, arrivando anche a commuovervi quando tirerà le cuoia in battaglia.


No, non è una scolaresca in gita: è un plotone in marcia alla ricerca di nuove terre da conquistare. Tutto però ha sempre un sapore fanciullesco a metà strada tra Harvest Moon di Natsume e Pikmin di Nintendo.
Il Little King’s Story non si ride solamente: c’è infatti spazio anche per qualche lacrima. Quelle che verserete per la scomparsa dei vostri soldati…


Anche i nemici sono stupendi: fantasiosi, morbidosi e colorati. Che soddisfazione combattere con un dragone dalle tinte pastello che sembra uscito direttamente da un album dei disegni di un bimbo delle elementari! Non a caso, del resto, il design è stato curato da alcuni dei migliori sviluppatori presenti sul mercato, presi in prestito da Square-Enix e da Nintendo: Hideo Minaba (Final Fantasy XII) e Kazuyuki Kurashima (Freshly Picked: Tingle's Rosy Rupeeland).

Peccato solo per l'eccessiva coltre di nebbia colorata ( grigia, gialla, rossa o nera a seconda dell'ambientazione) che si posa in certi ambienti e che talvolta non fa capire come sia strutturato il territorio e, soprattutto, dove siano dislocati i nemici.

Buone anche le musiche, che si compongono di motivetti ora epici, ora trasognati, ora sgangherati, ora carichi di pathos. L'aggiunta poi di celebri brani di musica classica è la proverbiale cigliegina sulla torta! Yoko Shimomura, che i più ricorderanno per le incredibili musiche della saga Kingdom Hearts, insomma, ha fatto un ottimo lavoro!

Così come risultano gustosi (a proposito di torte...) gli effetti FX: il re si muove emettendo una serie di buffi suoni che, almeno all'inizio, vi faranno scoppiare più di una risata, i sudditi parlottano tra loro usando una lingua ancora più dolce e riuscita dell'animalese di Animal Crossing, mentre sullo sfondo il mondo che attraverserete continua a vivere: gli uccellini cantano, i ruscelli scrosciano in lontananza, il vento fruscia tra i rami dei tondi alberelli, la cittadina emette i tipici rumori di un borgo medievale in piena attività...

Insomma, Little King's Story ci ha davvero colpiti, sorpresi, basiti e commossi.

Certo, qualche volta è davvero dispettoso: l'assenza di zone dedite all'auto salvataggio ci ha costretto, più di una volta, a rigiocare intere sessioni per colpa di un nemico tanto strambo quanto forte, ma la voglia di proseguire sarà sempre tale e tanta che nulla ostacolerà la nostra volontà di essere re!

Da avere!


A cura di: Carlo Terzano


trama
grafica
sonoro
giocabilita
longevita
 


+Lungo e appagante
+Più bello di Pikmin!
+Caratterizzazione superlativa!
  -A tratti troppo impegnativo!
-Mancano gli autosave!
 
       
In definitiva, Little King's Story è una piccola gemma. Dopo Another Code Two Memories, Cing ci regala un altro prodotto in grado di monopolizzare la nostra Estate. Il gioco del piccolo re infatti è lungo, impegnativo, a tratti persino ostico, ma regala così tante soddisfazioni che le numerose sconfitte non vi spaventeranno né vi faranno demordere.

 
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