Fire Emblem è una delle principali saghe Nintendo, forse tra le più "adulte" assieme a Metroid.
Fire Emblem nasce alla fine degli anni '80 per mano degli
Intelligent Systems, un gruppo interno a Nintendo che si era da poco formato scissionandosi da Nintendo R&D1 per avere più libertà creativa. Così, mentre R&D1 stava pensando al sequel di Metroid (al contempo creando vari giochi minori per NES, come la serie sportiva), gli Intelligent Systems avevano creato uno strategico in tempo reale,
Famicom Wars. All'epoca la serie Wars era molto diversa da com'è oggi: non c'era trama, non c'erano obbiettivi; era un gioco prevalentemente basato multiplayer. L'idea di base però poteva meritare molto di più e così 2 anni dopo, nel 1990, esce in Giappone
Fire Emblem: Ankoku Ryū to Hikari no Ken (Fire Emblem: Il Drago Oscuro e la Spada di Luce), che trasporta, grazie alla mano di
Shouzou Kaga, l'idea di controllare un esercito al fine di conquistare un forte in un contesto medioevale, con una trama e una approfondita psicologia dei personaggi. Ciònononstante, il primo Fire Emblem era ancora molto legato al modello privo di regole di Famicom Wars, ed una lancia non necessariamente batteva una spada. L'impossibilità di scambiarsi gli oggetti e di evolvere alcuni personaggi, poi, limitava forse troppo l'aspetto strategico. Ad ogni modo, Fire Emblem è considerato il primo RPG strategico della storia videoludica ed alla sua uscita ottenne ottimi consensi, di vendite, di critica e di pubblico. Protagonista di
Hikari no Ken era Marth, principe d'Altea, uno dei regni di Akaneia.

C'è sicuramente qualcosa che collega i "capitoli 2" di Mario, Zelda e Fire Emblem: il loro essere diversi dal resto della serie. Super Mario Bros.: The Lost Levels è l'unico Mario poco innovativo, Zelda II: The Adventure of Link lo Zelda più diverso da tutti gli altri per la sua struttura di base.
Fire Emblem Gaiden (1992) presenta una struttura assai diversa dal primo episodio (e da
Famicom Wars): ha villaggi esplorabili in tutta calma, scontri casuali ed una mappa del continente esplorabile. Ma già dal titolo si intuisce il suo essere "minore", un esperimento: "Gaiden" è una parola giapponese che significa sottostoria, approfondimento. Invero,
Fire Emblem Gaiden non è molto "gaiden": vi sono sì alcuni personaggi tratti da
Hikari no Ken, come le tre sorelle pegaso, ma il continente è diverso (da Akaneia ci si sposta a Barensia) e dei personaggi principali, come Marth o Sheeda, non v'è traccia.
Gaiden, ad oggi, è il capitolo meno amato dai fan, ed è l'unico ad avere una traduzione non-ufficiale incompleta.
In questi anni il Famicom sta lentamente morendo e Nintendo s'appresta a rilasciare una nuova console, il Super Famicom. Gli Intelligent Systems iniziano i lavori su un nuovo Fire Emblem, che segnerà un ritorno alle origini.

Esce nel 1994
Fire Emblem: Monshou no Nazo (Fire Emblem: Il Mistero dell'Emblem), secondo alcuni il miglior Fire Emblem di sempre. E la cosa non sarebbe tanto sbagliata, considerando che
Monshou no Nazo non è un gioco: sono due giochi in uno. Diviso in due "libri", il primo è un remake di
Hikari no Ken, il secondo un gioco del tutto nuovo. Tornare sui propri passi non significa necessariamente rinunciare ad innovare, e così i cavalieri, in
Monsho no Nazo, possono scendere da cavallo (e devono per forza farlo nei luoghi chiusi). Fire Emblem sta lentamente diventando una saga "realistica", dove la morte di un personaggio non può essere "curata".

Negli ultimi anni di vita del Super Nintendo, nel 1996, esce
Fire Emblem: Seisen no Keifu (Fire Emblem: La Genealogia della Guerra Sacra), ambientato in un nuovo continente, Jugdral. La saga acquista toni sempre più cupi (vengono addirittura sacrificati dei bambini), accompagnati da una grandissima difficoltà (per finire un capitolo non basta conquistare una sola fortezza, bensì tutte) e dalla creazione del
Triangolo delle Armi che finalmente crea uno schema logico degli attacchi. La spada batte l'ascia, l'ascia batte la lancia e la lancia batte la spada. Verrà usato in tutti i Fire Emblem futuri. Seisen no Keifu approfondisce anche la psicologia dei personaggi, tanto che si potranno far sposare tra loro nella prima parte del gioco (
first generation) per usare i loro figli nella seconda (
second generation).
Per la prima volta in Occidente si sente parlare di Fire Emblem grazie ad un articolo della rivista ufficiale americana Nintendo Power e all'arrivo in America dell'anime ispirato a Monshou no Nazo. Ma la serie rimase Japan-only.

Il Nintendo 64 è ormai uscito in Giappone e America, mancano pochi mesi per l'uscita europea ed a Shouzou Kaga viene chiesto se Fire Emblem 5 sarà per Nintendo 64. Non risponde, ma svela che ha intenzione di tornare alle origini, con un nuovo Fire Emblem ambientato in Akaneia prima degli avvenimenti di
Hikari no Ken e con un gameplay più semplice. Preferirebbe farlo su Super Nintendo, se fosse per Nintendo 64 dovrebbe usare poligoni, di cui non è esperto. Miyamoto conferma anche che Fire Emblem 64 è nelle prime fasi di sviluppo; al momento però la priorità è finire Super Mario RPG 2 (Paper Mario).
Per gli avvenimenti precedenti a
Hikari no Ken viene scelto di usare il Satellaview, in modo da rilasciare i quattro giochi sotto forma di episodio periodico. Prende così vita la serie
BS Fire Emblem: Akaneia Senki (BS Fire Emblem: Memorie delle Guerre di Akaneia; BS era il prefisso per tutti i giochi del Satellaview), che comprende Palace Kanraku (Il Palazzo Caduto), Akai Ryū Kishi (Il Cavaliere Drago Rosso), Seigi no Tōzokudan (La Banda di Ladri della Giustizia) e Hajimari no Toki (Il Tempo dell'Inizio). Gli episodi, ognuno con il limite di tre ore, sono formati da mappe semplici ma con nemici assai forti ed utilizzano il motore grafico di
Monshou no Nazo.

Shouzou Kaga afferma che desidera continuare la storia di Marth su una console adeguata, cosa il SNES non è. Al tempo stesso non vuole, però, abbandonare la console di
Monshou no Nazo.
Fire Emblem 5, ovverosia
Fire Emblem: Thracia 776, uscirà nel 1999 prima tramite il servizio Nintendo Power (da cui veniva scaricato da internet su una cartuccia vuota del Super Famicom) poi scatolato nei negozi anche in edizione speciale (con carte da gioco e pupazzetti -a mio parere troppo bambineschi- di un drago e di un pegaso). Thracia 776 si svolge nel momento di transazione tra le due generazioni di
Seisen no Keifu ed ad oggi è forse il Fire Emblem più realistico (e difficile), considerando, ad esempio, che i personaggi si possono addirittura stancare a forza di camminare.
Shouzou Kaga lascia Intelligent Systems, il Nintendo 64 non lo soddisfa. Crea quindi la propria compagnia, Tirnanog, che inizia i lavori su Emblem Saga per PS1, in seguito rinominato Tear Ring Saga. Un gioco molto simile a Fire Emblem...

Intanto l'era
64-Color termina, stanno per essere immessi nel mercato il GameCube ed il GameBoy Advance. Gli Intelligent Systems ridisegnano alcune idee di Fire Emblem 64 per
Fire Emblem: Fūin no Tsurugi (Fire Emblem: La Spada dei Sigilli). Ambientato nel continente di Elibe,
Fūin no Tsurugi è molto più "allegro e colorato" degli episodi per SNES, ma non per questo infantile.
Uscirà assieme al GameCube
Super Smash Bros. Melee (2001), che presenterà al pubblico giapponese Roy, il protagonista di
Fūin no Tsurugi accompagnato da Marth. I due personaggi sarebbero dovuti essere omessi dalla versione occidentale, ma riscossero talmente tanto successo che Nintendo of America preferì mantenerli. Il pubblico occidentale inizia a reclamare Fire Emblem, ma a causa dell'elevata difficoltà,
Fūin no Tsurugi non uscì.
Fūin no Tsurugi è il primo Fire Emblem ad avere le conversazioni di supporto, ovvero dei dialoghi tra personaggi che ne aumentano il rapporto.
Venne così creato appositamente un nuovo episodio, prequel di Fūin no Tsurugi, abbastanza facile con 10 capitoli introduttivi.
Nel 2003 America ed Europa hanno finalmente modo di giocare ad un Fire Emblem! Fire Emblem, così chiamato Fire Emblem 7 in Occidente (Rekka no Ken -La Spada dell'Unione- in Giappone), introduce anche obbiettivi diversi dal conquistare una fortezza, come ad esempio uccidere tutti i nemici o difendere la propria base per dieci turni. I futuri Fire Emblem usciranno in tutto il mondo.
Fire Emblem: The Sacred Stone (2003), sempre per GBA, recupera alcune caratteristiche di
Gaiden come gli scontri casuali o la possibilità di muoversi per la mappa. E' però troppo facile, anche a causa delle possibilità di scegliere in che classe evolvere il proprio personaggio e di fare scontri su scontri per aumentarne il livello.

Contemporaneamente esce per GameCube
Fire Emblem: Path of Radiance, che fa tornare la saga su toni maturi ma senza scadere nel "dark" e nel macabro come alcuni episodi per SNES. Temi affrontati, nel primo episodio in 3D con scene "ad anime", sono il razzismo, i pregiudizi tra le due razze Beorc e Raguz, le critiche al popolo che poco si preoccupa degli affari del governo, la corruzione del Senato. ['sto gioco è un miracolo che sia uscito in Italia nd

] Otterrà un grande consenso dai fans e vedrà, ad inizio 2008 (inizio 2007 in Giappone) un sequel per Wii, che introduce la "terza evoluzione" delle classi. Purtroppo
Fire Emblem: Radiant Dawn non utilizza alcuna caratteristica del WiiMote e sembra, anzi, sviluppato per GameCube. D'altro canto è il Fire Emblem più longevo uscito ad oggi


Esce a fine 2008
Fire Emblem: Shadow Dragon per Nintendo DS, remake del primo episodio con uno stile grafico rinnovato e, come per gli episodi per SNES, "dark". Purtroppo non ha nessuna delle innovazioni di
Monshou no Nazo. In compenso, presenta -per la prima volta- una ottima modalità online.

E il futuro? Un nuovo Fire Emblem è sicuramente in sviluppo, ma per quale console? Sarà un remake? Alcuni rumor suggeriscono che sia ambientato nello stesso universo di Path of Radiance-Radiant Dawn: per la prima volta, dai tempi dell'era NES-SNES, un continente ospiterebbe quindi più di due Fire Emblem. Ai posteri l'ardua sentenza...
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Adesso non mi resta che scrivere "ELEMENTI RICORRENTI DI FIRE EMBLEM" e dei "TUTTO SU" dei vari Fire Emblem.